Quieti stupori, lontane vicinanze
dal "Corriere del Mezzogiorno"



di Ugo Piscopo


Una conferma molto persuasiva della schiettezza della sua poesia, caso mai ce ne fosse stato bisogno, Mario Fresa la dà nella nuova raccolta Uno stupore quieto. Il quaderno fa parte, come volume 27, della Collana "Poesia" diretta da Maurizio Cucchi, in cui sono presenti autori come Giancarlo Majorino, Biancamaria Frabotta e Vivian Lamarque. 
Il curatore della collana ci introduce alla lettura dei testi con una prefazione sobria, ma motivata e puntuale, dove si richiama l'attenzione sull'etimo colto e vigilato della pronuncia della parola, sul senso complessivo di questa operazione e della posizione "in controtendenza attiva"della poesia di Fresa, rispetto al "qualunquismo stilistico" oggi largamente diramato nel fare poesia (e aggiungeremmo arte) sulla musicalità di un  modulo nuovo, quello della contaminazione fra versificazione e tessuto prosastico, che attualmente è un obiettivo primario largamente condiviso da molti autori.
Ed è proprio su questo terreno che va innanzitutto interrogata la silloge. A partire dalla disposizione narratologica delle composizioni (due poemetti introduttivi, una piccola raccolta di frammenti incesellati e impreziosita da accenni fulminei a irraggiungibili lontananze e a discrasie insanabili da subire come condizione esistenziale da parte di tutti, due altri poemetti ma meno lunghi dei due iniziali, l'affacciarsi infine sulla prosa dichiaratamente, implacabilmente istituzionalizzata in nome dei romanzi). 
Passando per le incastonature di gesti, di voci, di icone prelevati dalla banalità e dall'ovvietà del quotidiano. A entrare, in ultimo, nella diegesi dell'azione, dove il tutto, dalle scaglie disseminate come dal caso all'insopprimibile intenzionalità verificata nella sofferenza dell'attimo da parte dell'io narrante, trova una componibilità del dire, nel dirsi del dire. 
E'qui che si giunge alla porta dopo un lungo cammino "auf dunkeln Pfaden" (attraverso oscuri sentieri), per dirla con il poeta austriaco Georg Trakl.