Poesia, inquietudine ed esoterismo

di Pasquale Maffeo



Ecco giungere a sorpresa, prodotta da Mario Fresa, l’edizione critica del salterio “Il tempo, ovvero Dio e l’uomo” di Gabriele Rossetti (Classici Carabba). Uscita da un travaglio di ripensamenti e riprese durato un decennio, l’opera non si stampava in Italia da centoventi anni. Abruzzese di Vasto, Gabriele era nato in una modesta famiglia l’ultimo giorno di febbraio 1783. Precoce e prensile, studiò letteratura filosofia disegno pittura e canto, a vent’anni guadagnò per merito l’adozione nobiliare che lo portò a Napoli. Nella capitale prese a frequentare circoli politici, conobbe e si fece conoscere, s’immischiò, celebrò i napoleonidi e Murat, fu librettista per il Teatro San Carlo e conservatore dei Bronzi nel regio Museo, incontrò Paisiello e Rossini. Ebbe mano nei moti del ’20. E quando il sovrano con armi austriache soffocò nel sangue la costituzione  giurata sull’altare, anch’egli, carbonaro e ricercato, dové riparare a Malta. Lì attese, osservò, origliò. Nel ’24 si imbarcò per Londra, meta ospitale di esuli europei. Nell’aprile del ’26 sposò Frances Mary Lavinia, figlia di quel Gaetano Polidori che in giuventù era stato segretario di Vittorio Alfieri, e sorella di John Polidori, medico al seguito di Byron e autore del romanzo nero The Vampyre, finito suicida nel ’21. Italiano che mai volle essere suddito britannico, consumò tra casa e scuola (ebbe la cattedra di Lingua e letteratura italiana al King’s College) una vita esemplarmente pulita, dignitosa, attraversata da sfide e passioni, affollata di visite e corrispondenze finché morte non lo colse, ormai cieco, il 26 aprile 1854. Dei quattro figli, Dante Gabriel fu caposcuola preraffaelita, Christina Georgina originale poetessa in ombra.
La produzione in prosa compagina i frutti di intuizioni e speculazioni di un pensatore di Dio radicato in un’intelligenza esoterica che nel 1837 gli ottenne la messa all’Indice.
Già le interpretazioni dantesche, Inferno e Purgatorio, la dicono lunga in proposito. Con un rincalzo che non ammette replica: Dante sarebbe stato affiliato a una setta protomassonica denominata (da lui Rossetti) Fedeli d’Amore. Ciò afferma e ribadisce Il Mistero dell’Amor Platonico nel Medio Evo, libro uscito nel 1840. La produzione in versi rivela un inquieto portatore di fede ora civile ora religiosa: mosso in esordio da un agitato desiderio di partecipare, indotto poi dai casi della vita a ripiegare in solitudine sulla Bibbia. Il salterio, sequenza poematica di salmi tripartita su scansione cronoligica (“quel che fu”, “quel che è”, “quel che sarà”), si snoda in ottave di senari ottocentescamente cesellati e ribattuti, gremite di immagini e metafore, bisognose di paziente lettura.