Quei versi d'amore scritti sul corpo 

di Olimpia Rescigno


Liaison, un legame che libera lo spirito. Il piccolo volume di poesie, opera prima di Mario Fresa, giovane autore salernitano, è già nel titolo una promessa di emozioni. Il volumetto ha avuto l'onore di un'introduzione di Maurizio Cucchi: il poeta milanese commenta i versi di questo promettente autore dicendo che "sembrano scritti o incisi (in superficie o più penetranti) direttamente sul corpo". Ed in effetti i versi hanno una loro corporeità: sono quasi fisici e sembrano richiamare tutti i sensi, dal tatto, all'olfatto alla vista, all'udito. Tema portante l'amore. Ma non si tratta di semplice poesia d'amore: il filo conduttore è l'eros nel senso più pieno e concreto. I versi, alternati a prosa poetica, parlano dell'amore da vari punti di vista, dialogando con sentimenti e sensazioni. Il linguaggio è frammentato, fatto di interruzioni e improvvise riprese, "ondivago", per usare le parole dello stesso autore, "perché la poesia erotica non è lineare, non è mai stabile". E proprio questa scrittura libera, sciolta, quasi parlata, vuole essere, nelle intenzioni di Fresa, un modo per raccontare il rapporto d'amore in tutta la sua complessità, un modo per parlare anche dell'impossibilità di raccontare l'amore. Talvolta anche estremizzando le espressioni, in modo quasi delegittimante e ironico, come in una sorta di amalgama che fonde e confonde l'io parlante con la lei amata. E' così che Liaison diventa un legame che libera: un ossimoro che vuole esprimere quanto l'eros sia un vincolo fortissimo, ma che, in quanto tale, serve a superare la propria singolarità. Nei suoi versi, Fresa sembra suggerirci che solo nell'amore, in questo legame di sensi e si sentimenti, si può sperimentare il totale superamento di se stessi.