Plaquette di arte-poesia a tiratura limitata (299 esemplari numerati a mano, così suddivisi: 180 con numerazione araba e CXIX con numerazione romana contenenti, fuori testo, un disegno originale
di Carlo Villa).
Salerno MMXI
ISBN: 978-88-905854-6-3
III, 84
[a Sebastiano]
Che racconta, di bello, la tua cara troiaccia?
Non parlo di tua moglie:
ma della tua linguaccia.
ma della tua linguaccia.
IV, 12
Non si vergogna mica
di non negarsi a nessuno:
almeno si vergogni
di non negarlo a nessuno.
di non negarsi a nessuno:
almeno si vergogni
di non negarlo a nessuno.
XI, 66
[A Massimo]
Spia, traffichino, imbroglione; sagace addestratore di critici d’accatto;
maligno calunniatore; presenzialista, succhiacazzi, sordido coboldo:
però, malgrado il gran daffare,
sei sempre senza un soldo.
maligno calunniatore; presenzialista, succhiacazzi, sordido coboldo:
però, malgrado il gran daffare,
sei sempre senza un soldo.
II, 38
Tu vuoi sapere qual è la rendita di quel lontano mio
terreno?
Questo mi frutta: della tua vista posso, finalmente,
fare a meno.
VII, 4
[a Fefe]
Fefe, lo vedi, è rachitico, è palliduccio:
perciò si crede poeta. Povero ciuccio!
XII, 26
Flavia denuncia d’essere stata violentata,
a turno, dai ladroni.
a turno, dai ladroni.
Quelli protestano: saremo pure delinquenti, ma non
coglioni.
VIII, 20
[A Francesco]
Scrivi molti versacci; però, alla fine, non
pubblichi mai niente.
Che caso strano: tu sei, allo stesso tempo, cretino
e intelligente.
VII, 3
[a Rossella]
Perché, mi chiedi, non ti regalo le mie raccolte di poesia?
Perché, in cambio, io già temerei le tue. Risparmiami la cortesia.
VIII, 35
Siete fatti l’uno per l’altra:
un’oca, ignorante e scaltra,
e un imbecille monocordo.
E non andate d’accordo?
IV, 33
Ora non pubblichi nemmeno un verso.
«Dopo morto, lo faranno gli eredi».
Al pubblico in attesa, allora, questi tuoi
capolavori quando concedi?
© Mario Fresa e L'Arca Felice, 2011
